Cachi: cosa sono, benefici e come inserirli nella propria alimentazione

cachi

L’autunno è la stagione più dolce, e quello che perdiamo in fiori lo guadagniamo in frutti.
(Samuel Butler)

Il cachi è un frutto simbolo dell’autunno dalle innumerevoli proprietà benefiche, capace di contrastare il reflusso gastroesofageo, aiutare il sistema immunitario e apporta benefici al cuore, oltre ad essere un’ottima fonte di energia e di antiossidanti.

I cachi sono degli alberi da frutto di origini asiatiche. Il frutto di questa pianta è il caco, una bacca dalla forma sferica dal colore giallo-arancio, con una polpa morbida e gelatinosa, nella polpa sono racchiusi dei semi. Alcune varietà di caco, invece, non contengono il nocciolo e presentano una polpa più compatta e croccante, come ad esempio nel caso del caco mela.

Si tratta di frutti molto ricchi di nutrienti, tutti benèfici per il nostro organismo. Così dolci da sembrare un dessert da gustare al cucchiaio e da rappresentare dei veri e propri integratori energetici naturali, utili a contrastare efficacemente la stanchezza tipica del cambio di stagione.

Mangiare cachi appena svegli è il modo migliore per affrontare le grigie giornate autunnali!

Il cachi ha un elevato contenuto di acqua (82%), è molto ricco di zuccheri (16%) e di fibre (circa 2,5%), mentre proteine e grassi sono presenti solo in ridotte quantità. Nonostante l’elevato contenuto di acqua, 100 grammi di prodotto apportano circa 70 calorie e farebbe pensare che il cachi non sia un frutto propriamente dietetico. Eppure, rappresenta una fonte di energia ideale per i bambini, per chi fa sport e per chi ha bisogno di un rimedio naturale per combattere la mattutina sensazione di stanchezza e spossatezza. È un ottimo spuntino per una merenda piena di salute.

Il relativo contenuto zuccherino dei cachi non deve scoraggiarne il consumo, poiché insieme alla componente zuccherina si apportano fibre, micronutrienti, sali minerali, soprattutto potassio, calcio, ferro e fosforo, ma anche di vitamine e diversi fitocomposti in grado di svolgere ruoli positivi per la salute.

La presenza di potassio, contrapponendosi al sodio, favorisce l’eliminazione dell’acqua a livello renale, il cachi è un frutto in grado di favorire la diuresi.

Tra i principali fitocomposti che impreziosiscono il frutto spiccano la fisetina e le catechine (ancora oggetto di studio da parte dei ricercatori) che sembrano svolgere, in studi di laboratorio, azioni protettive per il sistema cardiocircolatorio e nei confronti di alcuni tumori.

Tra le vitamine spiccano la vitamina C e la vitamina A, quest’ultima sotto forma del suo precursore principale, il beta-carotene responsabile della colorazione del cachi che, una volta nell’organismo, viene convertito in parte in vitamina A che svolge un ruolo protettivo per la vista, le ossa, la pelle e il sistema immunitario.

Un’altra sostanza contenuta nel cachi è il licopene, appartenente ai carotenoidi e dalle efficaci proprietà antiossidanti, secondo in termini di quantità solo al pomodoro.

 

SAPETE CHE PUÒ CONTRASTARE IL COLESTEROLO?

Le fibre del cachi sono sia solubili sia insolubili e questo ha diversi risvolti benèfici.

Uno dei molteplici ruoli positivi che si attribuiscono alla fibra è la capacità di frenare l’assorbimento di glucosio, che costituisce circa la metà della componente zuccherina dei cachi. Ciò si traduce in un rilascio più lento di insulina, ormone deputato a far entrare il glucosio nelle cellule, limitando così i picchi insulinemici. Ovviamente serve moderazione.

Queste fibre fanno bene anche per il corretto transito intestinale e sono anche in grado di contrastare i livelli alti di colesterolo perché ne riducono l’assorbimento a livello intestinale.

 

SOFFRO DI REFLUSSO GASTROESOFAGEO, POSSO MANGIARE I CACHI?

Il frutto del cachi è un alleato dello stomaco perché in grado di neutralizzare l’acidità dei succhi gastrici dello stomaco perché ha un pH leggermente basico; per questo motivo è indicato per chi soffre di gastrite e di reflusso gastroesofageo. Un frutto a fine pasto può aiutare a ridurre la sintomatologia di questi disturbi dell’apparato digerente.

 

IL CACHI HA CONTROINDICAZIONI?

L’elevato contenuto di zuccheri contenuti nel cachi suggerisce di non eccedere mai con la quantità consumata, in particolare devono porre attenzione chi ha il diabete o presenta glicemia alta nel sangue e chi segue regimi alimentari ipocalorici.

Chi ha la tendenza a valori glicemici elevati o è affetto da diabete, deve stare attento a mangiarlo a fine pasto. Questo perché se a un pranzo con pane e/o pasta, riso o patate, che già di loro aumentano la glicemia, aggiungiamo anche un frutto così zuccherino, può succedere che il picco si alzi ulteriormente. In questo caso consumando il frutto lontano dai pasti, si evita l’aumento eccessivo della curva glicemica.

Ma è sempre la somma che fa il totale: a fine pranzo, avendo in genere ingerito anche proteine o fibre, la glicemia sarà minore. Si possono inserire i cachi a fine pasto a patto di bilanciare tutte le portate, per evitare di alzare troppo il carico glicemico.

Normalmente, comunque, è bene limitarsi consumando un frutto al giorno durante la stagione di raccolta.

È sconsigliato il consumo di cachi per chi soffre di colite o diarrea, per evitare di peggiorare i sintomi, perché, come il kiwi, ha proprietà lassative.

 

COME MANGIARE I CACHI?

I cachi sono frutti che si consumano quando sono completamente maturi, se consumati quando sono ancora acerbi, essendo ricchi di tannini, risulterebbero allappanti al palato.

I cachi vengono generalmente consumati freschi, al naturale, grazie al gusto dolce e saporito. Opportunamente sbucciati e privati di eventuali noccioli, possono essere frullati anche insieme ad altri frutti o possono rientrare quale ingrediente in macedonie di frutta, e dolci. Inoltre, i cachi sono ottimi per preparare delle marmellate, crostate e budini.

Se si ha a disposizione un albero di cachi, si possono utilizzare anche le foglie per preparare una tisana dall’ottimo potere digestivo.

È possibile anche essiccare i cachi non ancora giunti a maturazione mantenendo inalterate le proprietà nutrizionali del frutto.

farmer

In Giappone sono famosi gli hoshigaki (cachi essiccati), ricetta anti-spreco ottima per degustare in un modo diverso i cachi.

Una ricetta facile facile, di quelle con solo due ingredienti, è il Budino di cachi e cacao:

Ingredienti per una persona:

  • 1 cachi
  • 1 cucchiaino di cacao amaro

Pulisci il cachi. Trasferisci la polpa in un bicchiere per mixer, aggiungi un cucchiaino di cacao e frulla fino ad ottenere un composto cremoso e omogeneo.

Versa il composto in un bicchierino e conserva il budino di cachi in frigorifero per almeno un’ora per farlo rassodare, o fino al momento di gustarlo. Decorare a piacere con frutta secca.

Una ricetta un po’ più elaborata la trovi qui: Crumble yogurt e cachi.

 

E I CACHI MELA COSA SONO?

caco mela

I cachi mela non sono propriamente un incrocio tra questi e la mela, anche se con quest’ultima condividono la polpa, compatta e succosa.

Le dimensioni in genere sono lievemente più grandi dei normali cachi, il colore è arancione chiaro, la buccia è soda e lucida e il sapore è particolarmente dolce (infatti viene chiamati anche cachi vaniglia).

Conservano le stesse caratteristiche nutrizionali dei cugini di cui sopra ma la loro peculiarità più interessante è che maturano sull’albero e, al contrario delle varietà classiche, possono essere consumati già alla raccolta, tagliandoli a fette. Provateli nelle insalate!

Tutte le varietà di cachi devono passare per un processo conosciuto come ammezzimento, una forma di maturazione lenta che rende la polpa molle e gelatinosa, differentemente dallo stato precedente dove era solida e compatta. Questa caratteristica fa del cachi un frutto anche poco pratico per essere portato in giro, come una mela, nel proprio zaino.

Inoltre, questo tipo di processo fa sì che il cachi divenga buono solo quando la polpa è totalmente gelatinosa, consistenza che mal sopportano alcune persone.

Quando il cachi è ancora sodo è letteralmente immangiabile per via del contenuto di tannini estremamente alto che lo rende allappante.

La caratteristica peculiare del cachi mela invece è la croccantezza: si tratta dell’unico cachi che diventa commestibile rimanendo sodo e può essere mangiato a morsi proprio come una mela.

 

Dott.ssa Maria De Marinis
Biologo nutrizionista

 

Fonti

IEO – Banca Dati di composizione degli Alimenti (BDA)

Persimmon (Diospyros kaki) fruit: hidden phytochemicals and health claims. Butt MS et al, EXCLI Journal, 2015

Persimmon (Diospyros kaki L.) leaves: a review on traditional uses, phytochemistry and pharmacological properties. Xie C et al, Journal of Ethnopharmacology, 2015