Naturale o frizzante, ma esosa: il lusso in un bicchier d’acqua

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Fonte: acquedilusso.it.

Chiare, fresche et dolci acque, ove le belle membra pose colei che sola a me par donna.
(Francesco Petrarca)

Facile come bere un bicchiere d’acqua. Niente di più falso.
Soprattutto se all’acqua si attribuiscono le stesse proprietà possedute da un abito firmato o
da un appartamento in pieno centro storico.

Lo sapete che il nostro corpo è composto principalmente di acqua? La percentuale di acqua nel corpo umano infatti è altissima, anzi possiamo affermare che l’uomo è composto principalmente di acqua.

L’acqua è energia, è essenziale, è una risorsa dal valore inestimabile per le sue peculiari proprietà.

L’acqua è vita: frase che definisce in modo chiaro e semplice il ruolo essenziale di questo “nutriente dimenticato” per il nostro organismo. Uno “slogan” che pubblicizza un’evidenza scientifica importante per l’uomo.

L’acqua è importante anche per l’ambiente e tutti gli altri esseri viventi che vivono sulla Terra.

Senza acqua non c’è vita!

Capire l’importanza dell’acqua per l’uomo, per l’ambiente e per tutti gli altri esseri viventi sulla Terra è quindi fondamentale per iniziare a rispettare questa risorsa preziosa, l’Oro Blu che rischia di diventare sempre più scarso.

Eppure, sebbene abbiamo la fortuna di vivere in un Paese dove è ancora possibile aprire il rubinetto per riuscire a dissetarci, “vantiamo” il primato mondiale di consumo di acqua minerale in bottiglia: il 65% degli italiani dichiara di avere una marca preferita.

Se acquisti abitualmente acqua minerale, sai bene che non è affatto economica. Alcune bottiglie di marca possono arrivare a costare anche 80 centesimi al litro, il che equivale a un vero investimento annuo per una famiglia media.

Ma questo non è nulla.

 

VETRO, PLASTICA, SWAROVSKI: COSÌ SI VESTONO LE ACQUE PIÙ COSTOSE

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Sebbene si tratti di un diritto essenziale per la vita umana, sempre più spesso si considera l’acqua come un bene di lusso.

Sul mercato ci sono infatti acque di lusso griffate, anche da collezionismo, che contengono acqua proveniente da sorgenti naturali, da iceberg di difficile accesso, da una fonte del fiume circasso nascosto, da una sorgente miracolosa in un’isola inabissata nel Pacifico o quella che va in bottiglia senza toccare l’aria.

L’acqua è diventato il nuovo trend per il cliente più esigente e attento a qualità, benessere e design e, ingenuamente sottovalutata dai più, si è rivelata la nuova frontiera del lusso, al punto che nei ristoranti stellati di alberghi con clientela internazionale, a fianco alla carta dei vini, viene consegnata anche quella delle acque.

Sotto questo trend è nata una nuova professione, l’idrosommelier: una figura professionale certificata e specializzata che conosce i segreti di ogni bottiglia e che guida il cliente nella scelta del tipo di acqua più adatta per accompagnare pietanze o vini.

Quello che gli i sommelier dell’acqua sostengono è, infatti, che ogni acqua abbia delle caratteristiche uniche e inimitabili che dipendono dal luogo da cui proviene e si misurano in base al residuo fisso, cioè il livello di minerali presenti all’interno della bevanda.

Come il tannino per vino, questo elemento è la “spalla” della bevanda, che si sceglie anche in base al perlage e che esige una particolare temperatura di servizio.

Ordinare l’acqua giusta, insomma, diventa una questione complessa.

Per esempio, il pesce predilige acque poco effervescenti o piatte, a meno che non si tratti di un importante baccalà, che allora permette di osare con un perlage leggermente più aggressivo.

La frizzantezza si sposa benissimo con la carne e la pizza, che si abbina ad acque dal pH più alto.

Il residuo fisso diventa elemento fondamentale quando occorre scegliere cosa abbinare a brasati o spezzatini, mentre con il dessert si può finire in bellezza nuovamente con acque basse, piatte e dal retrogusto più dolciastro.

L’iniziativa “Water like Wine” è nata per dare dignità all’acqua al pari del vino, champagne, caffè e ha l’obiettivo di educare il consumatore a distinguere le differenti proprietà organolettiche dell’acqua per abbinarla ai cibi in modo consapevole (cit. “Acque di Lusso”).

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Fonte: acquedilusso.it.

Il riscontro al ristorante c’è e non solo per la norvegese Voss che risulta molto popolare.

Voss nasce nell’ambiente incontaminato della Norvegia ed è una delle acque più pure e cristalline al mondo.

La frizzantezza si sposa benissimo con la carne e la pizza, che si abbina ad acque dal pH più alto.

Tra le rocce e i ghiacci del sud della Norvegia giace la falda acquifera dell’acqua VOSS, che, grazie al secolare processo di filtraggio naturale, senza contatti con l’aria o altri inquinanti, è resa così povera di sodio e quasi priva di minerali che acquisisce un sapore leggero e pulito, inimitabile.

Per diffondere una cultura più consapevole attorno all’acqua, nel 2002 a Bologna è nata addirittura l’associazione degustatori acque minerali (Adam) che potrà aiutare gli chef nello stilare una perfetta carta delle acque per i clienti più esigenti e fornisce corsi per preparare il personale al ruolo di idrosommelier. Anche in questo caso si assiste a una strana sovrapposizione tra valore inestimabile della risorsa e potenziale guadagno della stessa.

L’Italia, un paese ricchissimo di sorgenti montane e falde acquifere e termali, è fra i leader internazionali di settore grazie a etichette di qualità e dal prezioso design, ma sembra ancora poco pronta a promuovere e raccontare la bevanda per eccellenza.

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Fonte: acquedilusso.it.

Quando, oltre 10 anni fa, ho conosciuto l’esistenza del sommelier dell’acqua e delle acque di lusso mi è sorto spontaneo riflettere su un fatto: nel mondo ci sono miliardi di persone che non hanno accesso ad acqua potabile, e contemporaneamente c’è gente che invece può spendere anche 300 euro per una bottiglia.

Pensiero ingenuo ma inevitabile, accompagnato da altre riflessioni, che condivido, del
“il fatto alimentare”

Per capire che non è possibile definire l’acqua semplicemente come una sostanza inodore, insapore e incolore non credo serva la sensibilità di un idrosommelier, ma è sufficiente aver bevuto dal rubinetto di differenti città. Certo esistono acque fortemente connotate da un proprio gusto caratteristico che possono piacere oppure no e hanno sostenitori e detrattori, e acque talmente gassate da distinguersi facilmente appena stappate, ma questo non richiede certo una competenza specifica, solo un normale senso del gusto.

Probabilmente aprire una bottiglia di design restituisce una sensazione di maggiore purezza rispetto al sorseggiare un bicchiere d’acqua del sindaco. Sensazione suscitata anche da un packaging estremamente lineare e pulito.

Consultare una carta dell’acqua potrebbe restituire l’idea di trovarsi in un ristorante che riconosce nella qualità la sua caratteristica migliore, senza soffermarsi però sul fatto che la tendenza nei Paesi più ecologisti è quella di far trovare al tavolo una brocca d’acqua dal rubinetto.

Paragonare l’acqua al vino e allo champagne potrebbe sembrare un tentativo di valorizzare tale bevanda se non fosse che i secondi due prodotti non sono essenziali per la vita umana.

Presentare la professione dell’assaggiatore d’acqua come il mestiere che restituisce dignità alla sostanza più importante per le persone può risultare una strategia di marketing pericolosa se si prevede un futuro dove l’acqua sarà causa di guerre, dove lo smaltimento di bottiglie di plastica rischia di diventare un problema con difficile soluzione, dove un terzo della popolazione mondiale non ha accesso all’acqua potabile e sicura.

Insomma, quella delle acque di lusso rimane per me, che considero l’acqua un ALIMENTO indispensabile a cui tutti DEVONO poter accedere facilmente ed in modo economico, un mistero mediatico dal packaging estremamente accattivante.

 

Dott.ssa Maria De Marinis
Biologo nutrizionista