La dieta chetogenica

dieta chetogen intro

L’evoluzione è molto più importante che il vivere.
(Ernst Junger)

La dieta chetogenica è un regime alimentare che si basa sulla riduzione notevole dei carboidrati e sul consumo esclusivo di proteine, verdure e grassi. Il suo obiettivo è quello di indurre l’organismo in una condizione di chetosi, ovvero uno stato metabolico caratterizzato dall’abbondante presenza di corpi chetonici nel sangue. La dieta chetogenica è un tipo di alimentazione che va particolarmente di moda negli ultimi anni ed è generalmente molto utilizzata da chi ha bisogno di dimagrire.

 

La dieta chetogenica è spesso fraintesa, ma è in realtà uno strumento importante in molte situazioni.

Mentre alcuni la esaltano come un mezzo efficace per il dimagrimento, altri la demonizzano per i suoi supposti rischi esagerati. Tuttavia, la dieta chetogenica può garantire risultati rilevanti dove altri metodi spesso falliscono, purché venga utilizzata con le dovute precauzioni.

La premessa su cui si basa questa dieta è la capacità del nostro organismo di utilizzare le riserve lipidiche in modo efficiente quando la disponibilità di carboidrati viene notevolmente ridotta. I meccanismi fisiologici attivati in questa situazione proteggono la massa magra e riducono notevolmente la sensazione di fame, rendendo la dieta più facile da seguire senza dover utilizzare proteine a scopo energetico.

La dieta chetogenica è tra le diete più utilizzate per il dimagrimento ma nasce in realtà per trattare l’epilessia e altri disturbi neurologici.

Ne esistono di diverse tipologie ma possiamo raggrupparle in due gruppi:

  • La dieta chetogenica classica è stata originariamente utilizzata negli anni ’20 per trattare forme di epilessia resistenti ai farmaci dell’epoca. Attualmente, viene utilizzata come prima forma di trattamento per la sindrome da deficit di Glut1, il deficit di piruvato deidrogenasi, l’emicrania, alcune patologie neurologiche e i tumori cerebrali maligni. Questa dieta prevede un basso apporto calorico e di carboidrati, un apporto proteico normale e un alto apporto di grassi. Contrariamente a quanto si crede, la dieta chetogenica è iperlipidica e non iperproteica.
  • La dieta chetogenica ipocalorica, chiamata anche VLCKD, prevede un apporto calorico ancora più basso rispetto alla versione classica (circa 800 kcal/die), un ridotto apporto di carboidrati, un apporto proteico normale e un ridotto consumo di grassi. Questa dieta viene utilizzata per il trattamento dell’obesità, ma è importante ricordare che è sbilanciata in macronutrienti e può causare squilibri metabolici a fegato e reni se seguita per periodi prolungati.

Nonostante sia stata criticata in passato, la dieta chetogenica è stata rivalutata e sta guadagnando popolarità grazie ai suoi effetti benefici.

Il principio fisiologico su cui si basa la dieta chetogenica è l’induzione di una condizione di chetosi nell’organismo, ovvero uno stato metabolico in cui ci sono corpi chetonici nel sangue. Questi corpi chetonici sono prodotti dal fegato a partire dagli acidi grassi e vengono utilizzati come fonte di energia (1).

La maggior parte dei tessuti e degli organi preferisce utilizzare glucosio per ricavare l’energia necessaria alle proprie funzioni. Il glucosio utilizzato proviene soprattutto dai carboidrati consumati con la dieta. Quando il glucosio non è disponibile molti organi e tessuti riescono a ricavare energia dagli acidi grassi.

Il meccanismo su cui si basa la dieta chetogenica è proprio quello di costringere l’organismo a utilizzare i depositi di grasso come fonte di energia. Questo porta a una rapida perdita di peso e grasso localizzato, miglioramento dei parametri metabolici e riduzione del gonfiore addominale e della ritenzione idrica.

Questo stato non è pericoloso per la salute ma è legato a un adattamento evolutivo che ha permesso all’uomo di superare i momenti di carestia. Se consideriamo il percorso evolutivo della nostra specie e le difficoltà di reperire cibo che abbiamo affrontato, diventa chiaro che la chetosi rappresenta un meccanismo di adattamento che consente al nostro organismo di ottenere nutrimento per il cervello quando i carboidrati non sono presenti, utilizzando le riserve di grasso accumulate in periodi di abbondanza limitati.

 

COSA MANGIARE DURANTE LA DIETA CHETOGENICA

La dieta chetogenica si basa sulla scelta dei cibi piuttosto che sul conteggio delle calorie. Chi la segue consuma meno calorie senza avvertire il senso di fame.

dieta chetogen ingredienti

Durante la fase di chetogenesi, si consumano pasti a base di proteine ad alto valore biologico, come carne, pesce, uova, formaggi stagionati, accompagnati da verdure a basso indice glicemico e grassi buoni come olio extravergine di olive, avocado, olive, cocco, frutta a guscio e semi oleaginosi.

Dopo la fase di chetosi, si può gradualmente reintrodurre una dieta equilibrata, preferendo alimenti con basso indice glicemico come cereali integrali, frutta poco zuccherina e formaggi privi di lattosio come Parmigiano reggiano.

Infine, si può passare a una dieta low carb o mediterranea sana e bilanciata, che è il modello alimentare più indicato per mantenere uno stato di buona salute.

 

DIETA CHETOGENICA E PH DEL SANGUE

La dieta chetogenica può influire sul pH del sangue, il quale misura l’acidità di una soluzione acquosa. Il valore neutro è 7, mentre un valore inferiore indica una soluzione acida e un valore superiore una soluzione basica.

I processi metabolici sono influenzati dal pH del mezzo in cui avvengono e il pH del sangue viene mantenuto in un intervallo di valori compresi tra 7.35 e 7.45, indicando che il sangue è leggermente basico.

Durante la prima fase della chetosi, i corpi chetonici possono provocare una leggera riduzione del pH ematico, ma questo si stabilizza rapidamente e viene mantenuto su valori normali fino a quando la concentrazione dei corpi chetonici non supera i 10 mmol/l.

Nonostante la preoccupazione riguardo alla possibile acidificazione del sangue causata dalla dieta chetogenica, questo effetto è transitorio e non deve essere confuso con situazioni patologiche.

 

CHETOSI E CHETOACIDOSI

La chetosi fisiologica, presente in un individuo sano, non deve essere confusa con la chetoacidosi diabetica, una grave condizione potenzialmente letale che può verificarsi nei soggetti affetti da diabete di tipo 1 in assenza di adeguata somministrazione di insulina.

In tale situazione, nonostante una elevata glicemia, si verifica un rapido aumento dei corpi chetonici nel sangue, con valori superiori a 25 mmol/l, che si accumulano nel circolo sanguigno e provocano una significativa diminuzione del pH del sangue, che può scendere al di sotto di 7.30, con conseguenze potenzialmente fatali se non trattata tempestivamente.

È importante sottolineare che si tratta di una patologia completamente differente dalla chetosi fisiologica presente in un individuo sano. Purtroppo, esiste ancora molta confusione in merito, il che porta a una diffidenza nei confronti di una dieta ben studiata e documentata.

 

A CHI SI RIVOLGE QUESTO METODO?

La dieta chetogenica è indicata per individui con obesità grave o lieve ma caratterizzata da quadro metabolico alterato, per soggetti in sovrappeso con necessità di dimagrimento rapido (2) e per i casi di epilessia resistente ai farmaci. Può essere utile anche per alleviare i sintomi della menopausa (visualizza articolo).

individuo dieta cheto

Tuttavia, è controindicata in alcune circostanze come in gravidanza e allattamento, nelle persone con insufficienza renale, epatica o cardiaca, nei pazienti con diabete di tipo 1, in soggetti con gravi disturbi psichiatrici e in chi soffre di angina o aritmie cardiache.

La dieta chetogenica non può essere seguita a tempo indeterminato, a meno che non sia utilizzata per trattare specifiche patologie. Gli studi suggeriscono che un piano alimentare chetogenico per la perdita di peso dovrebbe essere seguito per circa 8-12 settimane e il calo di peso fisiologico è pari a circa 1,5-1,8 kg a settimana (3), a seconda sempre delle caratteristiche individuali.

Al termine del percorso chetogenico, è importante guidare il paziente nel reintrodurre gradualmente i carboidrati nella dieta, passando a uno stile alimentare sostenibile a lungo termine, come la dieta mediterranea, per mantenere i risultati ottenuti nel tempo. Questo è un punto critico per molti dei modelli alimentari proposti per la perdita di peso.

In alcune situazioni, come ad esempio quando si richiede una significativa perdita di peso, è possibile inserire dei periodi di transizione tra un ciclo di dieta chetogenica e l’altro. Durante questi periodi, si reintroducono parzialmente i carboidrati al fine di mantenere un metabolismo attivo e aumentare la motivazione del paziente nella dieta.

 

NOTE

È importante, durante la dieta, assumere una quantità adeguata di acqua e un integratore multivitaminico e di Sali minerali. L’attività fisica consentita durante la dieta è leggera.

La dieta chetogenica può essere difficile da seguire a causa della limitazione degli alimenti consentiti, il che può renderla noiosa e ripetitiva. Inoltre, non è permesso alcun tipo di “sgarro”, poiché anche il consumo di piccole quantità di alimenti non concessi può vanificare gli effetti e far uscire dallo stato di chetosi.

Tuttavia, se seguita correttamente, la dieta garantisce risultati sicuri e duraturi e molte persone che la seguono non avvertono sensazioni di fame o stanchezza (4).

Alcuni effetti collaterali possono includere cefalea, alitosi, bocca secca e stipsi, ma questi tendono a regredire spontaneamente.

È importante seguire la dieta chetogenica sotto stretto controllo medico e il tuo medico o nutrizionista di fiducia può fornirti indicazioni precise su come procedere, su quali alimenti mangiare e su come comportarti durante la successiva fase di mantenimento.

A seconda delle tue esigenze personali e lavorative, potresti anche integrare prodotti sostitutivi appositamente pensati per questo regime alimentare.

Nella sezione ricette di questo blog troverai diverse idee adattabili dal tuo professionista di riferimento al tuo piano chetogenico.

 

Dott.ssa Maria De Marinis
Biologo nutrizionista

 

Bibliografia

1. Cahill GF Jr, Veech RL. Ketoacids? Good medicine? Trans Am Clin Climatol Assoc. 2003; 114: 149-61.

2. Pezzana A, Amerio ML, Fatati G, Caregaro Negrin L, Muratori F, Rovera GM, Zanardi M. La dieta chetogenica. Fondazione ADI: Position Paper ADI. 2014; 6: 38-43.

3. ParreM HM, Jebb SA, Johns DJ, Lewis AL, ChrisHan-Brown AM, Aveyard P. Clinical effectiveness of a very-lowenergy diets in the management of weight loss: a systematic review and meta-analysis of randomized controller trials. Obesity Rev. 2016; 17: 225-34.

4. McClernon FJ, Yancy WS Jr, Eberstein JA, Atkins RC, Westman EC. The effects of a low-carbohydrate ketogenic diet and a low-fat diet on mood, hunger, and other self-reported symptoms. Obesity 2007; 15: 182-7.