Bioimpedenziometria

La scienza della corretta nutrizione attraverso l’analisi bioimpedenziometrica

bioimpedenziometria

“Nessun effetto è in natura sanza ragione, intendi la ragione e non ti bisogna sperienza.”
Leonardo da Vinci

Dimagrire vuol dire perdere massa grassa e non muscolo o acqua ed è per questo che la bilancia molto spesso è uno strumento insufficiente per monitorare i risultati raggiunti.

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Foto: centromedicosedita

La valutazione della composizione corporea è di fondamentale importanza per valutare la strategia dietetica da applicare e per analizzare i risultati ottenuti durante le visite di controllo.
La figura ci mostra un uomo muscoloso e in ottima forma alto 1,80 m che pesa 100 kg che appare visivamente molto diverso da un altro uomo sempre alto 1,80 m che pesa 100 Kg con poca muscolatura e molto grasso addominale.

Peso e altezza sono i medesimi, ciò che varia è la composizione corporea dei soggetti.

Qui si è già parlato della valutazione della composizione corporea con il metodo antro-plicometrico, ma se vogliamo conoscere a fondo la struttura e la distribuzione dei fluidi di un soggetto dobbiamo eseguire un esame impedenziometrico.

L’analisi bioimpedenziometrica (comunemente noto come BIA = Bio Impedance Analysis) rappresenta il metodo d’elezione per la valutazione della composizione corporea in ambito nutrizionale.

Nella società odierna – in cui sovrappeso e obesità sono in costante aumento con annesse patologie– la figura del nutrizionista ricopre un ruolo sempre più rilevante.

Infatti, la relazione tra la nutrizione e le condizioni cliniche si è fatta sempre più importante e ha portato a un’evoluzione della figura professionale del nutrizionista che oggi assolve al compito di far emergere alterazioni dello stato di salute e mettere in atto interventi di prevenzione in grado di minimizzare i principali fattori di rischio, promuovendo adeguati stili di vita per ogni età.

Il corretto inquadramento del soggetto rappresenta una delle principali sfide del nutrizionista ed è fondamentale per gestire al meglio e in sicurezza il paziente all’interno del suo percorso di salute.
In mani esperte uno strumento come la bioimpedenziometria è di grande aiuto per valutare la composizione corporea di un individuo.

Questo strumento si affianca anche alla medicina preventiva e clinica per dare forma al futuro della diagnostica.

In un panorama di forte trasformazione sia demografica che epidemiologica, il progressivo invecchiamento della popolazione e l’espansione di malattie cronico degenerative con incremento dell’onere socioeconomico legato alle spese di cura, assistenza e previdenza, l’impedenziometria offre soluzioni non invasive, sempre più efficaci e con un ridotto impatto sulla spesa sanitaria, pensate ad hoc per la gestione del paziente critico e per il controllo dello stato di vulnerabilità.

Cardiologia, Nefrologia, Oncologia sono gli ambiti in cui il monitoraggio dello stato di nutrizione e d’idratazione del paziente rappresentano una valutazione cruciale per impostare un corretto intervento terapeutico e un’adeguata strategia nutrizionale, mirati a ridurre le conseguenze cliniche e funzionali della malattia e la durata della degenza ospedaliera.

 

CHE COS’È LA BIOIMPEDENZIOMETRIA?

È un esame molto semplice e non invasivo che viene effettuato con tecnica bioimpedenziometrica per l’analisi qualitativa e quantitativa della composizione corporea.
Per capire come funziona bisogna sapere prima di tutto cosa misura effettivamente.
La bioimpedenziometria misura l’acqua nell’organismo e da questo dato poi ricava il valore di massa muscolare e da qui per sottrazione la massa grassa.

A tale proposito vengono applicati su mano e piede del paziente quattro elettrodi (simili a quelli per fare un elettrocardiogramma) collegati allo strumento via filo. Viene fatta circolare la corrente a bassissima potenza, che, attraversando le strutture corporee, subirà un calo della sua intensità dovuta all’impedenza associata alle strutture corporee.
Si basa sul dato fisico che l’acqua sia un buon conduttore di corrente elettrica mentre il tessuto adiposo sia un buon isolante.

LO STRUMENTO DI CUI MI AVVALGO NELLA PRATICA AMBULATORIALE è la BIA 101 BIVA® PRO dell’AKERN®

un analizzatore vettoriale di impedenza progettato per eseguire un’analisi della composizione corporea.

strumento akern

L’esame Bioimpedenziometrico, rapido, sicuro e non invasivo, dà informazioni sullo stato di idratazione intra-(ICW) ed extra-cellulare (ECW), condizioni delle membrane cellulari, quantità di massa grassa (FM), magra (FFM), indice di massa corporea (BMI), metabolismo basale (BMR) e fabbisogno energetico.

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L’esame Bioimpedenziometrico si basa sul principio che i tessuti biologici si comportano come conduttori, semiconduttori o isolanti. Il sensore misura la resistenza (Rz) e la reattanza (Xc) di un corpo in risposta al passaggio di corrente somministrata per via transcutanea attraverso due coppie di elettrodi posizionati sul dorso della mano e del piede.

La Rz (resistenza) rappresenta la capacità di tutte le strutture biologiche di opporsi al passaggio di corrente elettrica. Questo valore è inversamente proporzionale alla quantità di acqua presente nei tessuti, pertanto, maggiore sarà la Rz, maggiore sarà la massa grassa (tessuto povero di fluidi).

La Xc (reattanza) corrisponde invece alla forza che le cellule oppongono al passaggio di corrente e, oltre ad essere un valore bioelettrico direttamente proporzionale alla concentrazione delle cellule nei fluidi, è anche una misura indiretta della presenza di membrane cellulari integre.

Il rapporto Xc/Rz è detto angolo di fase (PhA) e in un individuo sano il suo valore oscilla tra 6 e 7.

In linea generale, valori PhA inferiori a 5 nei soggetti sani possono indicare malnutrizione mentre in condizioni patologiche possono divenire un indice prognostico avverso (in quanto associato ad un aumento delle membrane cellulari non integre o accumulo abnorme di liquidi extracellulare).

Valori di PhA maggiori di 7 invece possono indicare disidratazione o quantità di massa magra superiore alla norma (come per esempio negli sportivi).

Grafico dell’analisi vettoriale

Un aumento o una diminuzione del peso corporeo possono essere positivi o negativi, a seconda del compartimento corporeo responsabile della variazione.

Attraverso misure bioelettriche del corpo, infatti, siamo in grado di:

  • conoscere in maniera approfondita il nostro stato di idratazione (identificando stati anomali quali sovraccarico di fluidi oppure disidratazione) e nutrizione del soggetto
  • conoscere lo stato generale delle membrane cellulari
  • valutare la quantità di massa muscolare e grasso corporeo
  • stimare il metabolismo basale (BMR in chilocalorie)

Grafico dello sato di idratazione e nutrizione del soggetto

Questo strumento, quindi, risulta particolarmente utile per monitorare in maniera precisa il percorso nutrizionale, di allenamento e lo stato di salute, incoraggiando il lavoro in una determinata direzione o permettendo di apportare precoci modifiche in caso di stili di alimentazione o allenamento che risultino disfunzionali o controproducenti.

Nella mia pratica ambulatoriale faccio grande affidamento su questo strumento ricordando sempre che i dati che emergono dalla bioimpedenziometria devono sempre essere inseriti e contestualizzati nella storia clinica del paziente.
Ogni rilevazione è una foto di un album: per intuire il senso della storia bisogna mettere in fila tante foto e capire in che direzione stiamo andando.

 

Dott.ssa Maria De Marinis
Biologo nutrizionista